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 19 MARZO 2017
III DOMENICA DI QUARESIMA

Samaritana al pozzo di Giacobbe

 

“Ho sete”

E' antica la storia di questa reale e misteriosa "sete" di Gesù sulla croce. Anzitutto il popolo di Israele nel deserto dell'Esodo soffriva la sete per la mancanza d'acqua, ma non si pone la domanda: "Il Signore è in mezzo a noi sì o no?". Il miracolo dell'acqua che sgorga dalla roccia per mezzo del bastone di Mosè, dimostra la presenza viva di Dio. E' lui allora la vera acqua capace di risolvere ogni altra "sete", e che costituirà la sua roccia di salvezza per sempre.
    Anche Gesù al pozzo di Giacobbe chiede da bere alla donna samaritana, per prometterle un'altra acqua che la disseti in eterno, anzi capace di diventare addirittura sorgente che zampilla in lei per la vita eterna. E dopo che Gesù dimostra di conoscere le situazioni e le ferite della sua vita, finalmente le dichiara di essere Lui il Messia che anch'ella aspettava.
    Ed era circa mezzogiorno!...
Con questo particolare arriviamo alla sete di Gesù mentre era in croce. Al di là dell'arsura febbrile, di cosa Egli aveva ancora più sete? Certamente era assetato di salvare tutta l'umanità. Nella Passione sarà completamente saziata la sua fame e sete della volontà del Padre. Sul Calvario scaturità la sorgente d'acqua viva. Quello dello Spirito Santo che nelle acque del Battesimo accende in noi lo stesso Amore dei figli di Dio.

Buona Domenica !

 

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